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COLUMBA LIVIA

Piccione comune

IL PICCIONE simpatico abitatore delle nostre città ; frequentatore delle piazze più belle e più famose ; degustato nelle cucine più raffinate; compagnia per la solitudine di molte persone. Quante volte notiamo persone che trascorrono il pomeriggio in un giardino, su una panchina, distribuendo pane sbriciolato o mais a questo volatile. Chi, non ha mai portato i propri figli in una piazza per farli correre tra i piccioni e magari filmarli e fotografarli?
Ma qualcosa sta cambiando nell’antico rapporto fra uomini e colombi. Sarà a causa dell’intraprendenza del volatile, per la sua sfacciataggine o sarà l’uomo del 2000 che diventa più insofferente? Forse tutt’e due le cose, ma a questo punto si deve stabilire quale tra le due specie abbia più diritto di vivere in un centro urbano, magari non disturbata dall’altra. A Voi l’ardua sentenza, a noi poche righe per presentarvi il PICCIONE COMUNE.

Le prime notizie che riguardano questo volatile risalgono circa al IV sec. a.C.. Dapprima l’uomo li alleva per la propria alimentazione, poi scopre la loro versatilità e li impiega per il proprio diletto e per inviare messaggi: il famoso piccione viaggiatore.

Raggiunge la maturità sessuale verso i 5-6 mesi di vita e ovidepone nel periodo che va da marzo a settembre, con un massimo di 3-4 covate che non superano le 2-3 uova per ciascuna, nidificando in ogni possibile anfratto. Poiché il piccione ha una vita piuttosto lunga, spesso supera i 15 anni, e poiché il tasso di sopravvivenza è tra il 40-45% si può ragionevolmente concludere che l’incremento è, più o meno, intorno al 300%!
Si nutre praticamente di tutto, anche se in origine era vegetariano (granivoro), adattandosi alle abitudini alimentari dell’uomo. La sua predilezione per i rifiuti delle cucine hanno portato ad una produzione di feci liquide che sono particolarmente dannose per i manufatti architettonici ed in generale per tutti i manufatti edili e non solo, vedi automobili, tende parasole e chi più ne ha più ne metta.
La pericolosità del colombo è dovuta alle malattie che è in grado di veicolare: salmonellosi, candidiasi, istoplasmosi, criptococcosi, ecc. .